3. Approfondimento 1: Nuovo Regolamento Europeo sulla Normativa della Privacy
E’ stato prodotto un nuovo Regolamento, il famigerato GDPR (General Data Protection Regulation - Regolamento generale sulla protezione dei dati n° 2016/679) che entrerà definitivamente in vigore il 25 maggio 2018.
Il GDPR sostituisce le vecchie normative/direttive preesistenti (quali la Direttiva 94/46/EC e il DL 196/2003) anche se siamo tutti in attesa di una Legge Delega da parte del governo italiano per raccordare la nuova normativa con, appunto, quelle precedenti.
Per adeguarsi al GDPR, occorre implementare una vasta gamma di misure per ridurre il rischio di violare il GDPR e consentire di dimostrare che si sta prendendo sul serio la governance sui dati. Tra le misure di responsabilità da adottare figurano: valutazioni dell’impatto sulla privacy, verifiche, revisione dei criteri, registrazioni delle attività e (potenzialmente) la nomina di un incaricato alla protezione dei dati (DPO).
DPO (Incaricato alla protezione dei dati)
Il GDPR introduce l’obbligo per una determinata tipologia di aziende di nominare un incaricato alla protezione dei dati (DPO). Le aziende devono nominare un dipendente o un consulente esterno come loro DPO.
Violazione dei dati
Il GDPR ridefinisce la violazione dei dati come “una violazione di sicurezza che comporta la distruzione accidentale o illecita, la perdita, la modifica, la rivelazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, memorizzati altrimenti elaborati”.
Valutazione sull’impatto della protezione dei dati (detto anche valutazione sull’impatto della privacy – PIA)
Una valutazione sull’impatto della protezione dei dati, conosciuta anche come una valutazione sull’impatto della privacy (PIA), ha lo scopo di identificare e ridurre i rischi di non conformità.
Il GDPR rende i PIA un requisito formale; nello specifico, i titolari del processo di elaborazione devono assicurare che sia in funzione un PIA prima di iniziare qualsiasi attività di elaborazione ad “alto rischio”.
Misure tecniche
l GDPR fa sì che i titolari del processo di elaborazione siano obbligati a dimostrare la conformità con i suoi principi sulla protezione dei dati, così bisognerà assicurare che si stiano attuando delle politiche chiare per dimostrare di rispettare gli standard richiesti attraverso regolari attività di controllo, revisione e valutazione delle procedure di elaborazione dei dati, assicurandosi che il personale sia istruito per comprendere i propri obblighi – ed essere pronti a dimostrarlo in qualsiasi momento le vostre autorità nazionali per la protezione dei dati lo richiedano.
Violazione dei dati – misure tecniche
Occorre essere preparati per la violazione dei dati (definita come “una violazione di sicurezza che comporta la distruzione accidentale o illecita, la perdita, la modifica, la rivelazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali trasmessi, memorizzati altrimenti elaborati”) adottando politiche chiare e procedure collaudate che assicurino la possibilità di reagire e segnalare qualsiasi violazione dei dati quando richiesto.
La mancata segnalazione di una violazione quando questa si verifichi potrebbe tradursi in una multa, come anche una sanzione per la violazione stessa.
Garantire il rispetto dei diritti della persona interessata – tecnicamente
Il GDPR rafforza i diritti delle persone interessate, per esempio aggiungendo il diritto a richiedere informazioni sui dati processati che li riguardano, l’accesso ai dati in determinate circostanze e la correzione dei dati quando questi non sono corretti.
Diritto alla cancellazione delle informazioni (‘diritto all’oblio’)
Il diritto all’oblio (‘cancellazione’ nella terminologia del GDPR) consente alle persone in determinate situazioni di richiedere ai titolari del processo di elaborazione dei loro dati di cancellare i propri dati personali senza indebito ritardo, per esempio quando c’è un problema con la legalità alla base del processo di elaborazione o quando viene ritirato il consenso.
Anche i terzi con cui si condividono i dati delle persone interessate sono soggetti a queste regole.
Portabilità dei dati
Il GDPR introduce un nuovo diritto sulla portabilità dei dati, che va oltre il diritto degli individui di richiedere che gli vengano forniti i loro dati in una forma elettronica di uso comune e richiede ai titolari del processo di elaborazione di fornire le informazioni in una forma strutturata, di uso comune e leggibile da computer.
Ci sono alcuni limiti a questa regola, per esempio si applica solo ai dati processati con mezzi automatizzati.
Diritto di opporsi (incluso il diritto assoluto di impedire il marketing diretto)
Come parte del suo obiettivo di rafforzare i diritti degli individui, la Commissione Europea garantirà anche un diritto per limitare determinate elaborazioni e un diritto a opporsi nel caso i dati personali vengano elaborati a scopi di marketing diretto, incluse le attività di profilazione a scopo di marketing diretto.
Ogni volta che un individuo si oppone, i sui dati non dovranno essere ulteriormente elaborati per il marketing diretto e i dettagli sui contatti della persona dovranno essere aggiunti a un file di soppressione conservato in loco.
Le aziende devono informare le persone sul loro diritto di opporsi all’elaborazione dei propri dati in una maniera che sia esplicita e separata dalle altre informazioni che devono essere fornite alle persone.
Corrette comunicazioni sull’elaborazione
Il GDPR probabilmente aumenterà la gamma di informazioni da fornire alle persone interessate, per esempio la vostra base giuridica per l’elaborazione dei loro dati, i periodi di conservazione dei dati e il loro diritto a effettuare dei reclami alla loro autorità nazionale per la protezione dei dati se pensano ci sia un problema nel modo in cui i loro dati vengono gestiti; da notare che il GDPR richiede che queste informazioni vengano fornite in modo sintetico e con un linguaggio chiaro.
Sicurezza dei dati (integrità e riservatezza)
Il GDPR traccia dei principi sulla sicurezza dei dati simili a quelli presenti nell’attuale direttiva, inclusi: correttezza, liceità e trasparenza, limitazione a seconda dello scopo, minimizzazione dei dati, qualità dei dati, sicurezza, integrità e riservatezza.
Le basi legali per l’elaborazione dei dati personali
In base al GDPR, si dovrebbe esaminare come elaborare i dati personali e identificare le basi legali su cui si realizzano e si documentano questi processi.
Questo è necessario perché alcuni diritti delle persone saranno modificati dal GDPR a seconda della base giuridica per l’elaborazione dei loro dati personali. Un esempio è che le persone potranno beneficiare di un diritto più forte sulla possibilità che i loro dati vengano eliminati dove si utilizza il consenso come base legale per l’elaborazione. Comunque, il consenso è solo uno di diversi modi di legittimare l’attività di elaborazione e potrebbe non essere il migliore (visto che può essere ritirato).
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